La formazione a distanza (FAD), la cui nascita può farsi risalire alla metà dell’Ottocento, si è sviluppata per eliminare i limiti spazio-temporali che caratterizzano la formazione tradizionale. Fortemente influenzata dallo sviluppo parallelo delle tecnologie della comunicazione, la FAD è stata sin dalle sue origini l’espressione delle esigenze culturali, storiche ed economiche della società in cui si è via via diffusa.
A seconda del mezzo utilizzato possiamo, così, distinguere (è un’opinione condivisa da molti) tre diverse generazioni di formazione a distanza.
La FAD di prima generazione nasce intorno alla metà dell’Ottocento e utilizza come supporto per la sua diffusione la corrispondenza. I servizi postali sono piuttosto sviluppati, tanto da permettere l’invio dei materiali didattici, in tempi ragionevoli e anche su grandi distanze, agli utenti finali. Nuove competenze vengono, così, spiegate, insieme alle istruzioni sul metodo di studio, in supporti cartacei spediti per lettera unitamente ai test scritti per svolgere le relative verifiche: l’utente studia senza recarsi in una scuola, effettua i test che rispedisce al mittente, riceve infine un attestato di frequenza. L’offerta formativa è, in questa prima fase, erogata prevalentemente da Enti privati e a scopo di lucro, è orientata verso le fasce sociali più agiate e riguarda soprattutto la formazione extra-scolastica. Si tratta, ancora, di un’istruzione in cui è del tutto assente la condivisione delle risorse didattiche e l’interazione con altri studenti.
È Isaac Pitman, inventore della stenografia, a dare vita, nel 1840, al “penny post”, il primo corso di formazione a distanza di cui si ha prova sicura.
Da qui in poi, nell’Europa industrializzata (soprattutto in Inghilterra e in Svezia) si sviluppano una serie di iniziative che verranno accolte con un certo entusiasmo dal pubblico.
Da ricordare l’Institut Toussaint et Langenscheidt, il primo istituto europeo per lo studio delle lingue a distanza, fondato nel 1856 a Berlino.
E, ancora, nel 1873, negli Stati Uniti all’Illinois Wesleyan University viene erogato il primo corso universitario a distanza; nel 1890 l’International Correspondence School eroga corsi di formazione professionale a distanza a centinaia di operai che avrebbero usato le mine nella costruzione delle linee ferroviarie; nel 1914 in Australia (a Melbourne), nel 1919 in Canada (a Vancouver) e nel 1922 in Nuova Zelanda vengono erogati a bambini e ragazzi residenti in zone territorialmente disagiate corsi di formazione primaria e secondaria in alternativa alla formazione in aula.
Così, già all’inizio del 1900 la FAD non è più un fenomeno che riguarda solo le classi agiate ma diviene uno strumento per la formazione scolastica e professionale erogato sempre più da Enti istituzionali piuttosto che privati e a giovani piuttosto che ad adulti.
Un nuovo impulso viene, poi, dato quando all’utilizzo della corrispondenza si affianca quello della radio, strumento che permetterà il passaggio da un modello di comunicazione “one to one” (uno a uno) a un modello “one to many” (uno a molti) o, addirittura, “few to many” (pochi a molti). E il sistema diviene ancora più forte quando alla corrispondenza e alla radio si aggiungerà il supporto dell’uso del telefono.
Da ricordare, dunque, il primo corso universitario via radio organizzato nel 1921 a Salt Lake City, negli Stati Uniti e, in Europa, i primi programmi educativi radiofonici sviluppati da Radio Lussemburgo, nel 1926, e dalla BBC, nel 1927.
E, altrettanto significative, negli anni ‘50, sono pure la fondazione del Centre National d’Enseignement à distance (CNED), in Francia, e le iniziative della British Open University, a Londra: due strutture che diventeranno nel tempo un esempio nella produzione e nell’organizzazione dei corsi di formazione a distanza.
Negli anni ’60, con l’avvento della televisione, si sviluppa quella che è stata definita la FAD di seconda generazione. Sotto la spinta della ricostruzione economica del secondo dopoguerra e alle prese con alti tassi di analfabetismo, le televisioni pubbliche, in Europa, si fanno carico di diffondere la cultura.
E, così, lo slogan della BBC “Istruire, informare, intrattenere” diventerà il manifesto di tutte, o quasi, le emittenti televisive pubbliche europee di quegli anni.
Punti di forza della FAD supportata dalla televisione sono proprio la forte penetrazione del mezzo, anche tra le fasce deboli, quelle più bisognose di cultura; l’economicità delle trasmissioni, nonché la possibilità si usare le immagini. E a proposito delle immagini con il supporto della televisione non parliamo più delle immagini statiche stampate sulle dispense inviate per corrispondenza ma di vere e proprie spiegazioni dinamiche capaci di essere comprese anche dagli analfabeti.
Qualche anno più tardi l’utilizzo del videoregistratore e delle videocassette non solo permetterà la commercializzazione dei corsi a distanza erogati da aziende private ma introdurrà anche un nuovo e decisivo carattere che farà evolvere la FAD: gli utenti potranno personalizzare l’apprendimento, guardando più volte la stessa lezione e magari all’orario preferito.
Da questo momento in poi chi eroga corsi di formazione a distanza inizierà a considerare, oltre che gli aspetti legati alla formazione (principalmente ai materiali ed ai supporti utilizzati), anche le esigenze cognitive degli studenti. Tuttavia, per la realizzazione di corsi in cui l’utente abbia un ruolo veramente attivo nel processo di acquisizione delle competenze e delle conoscenze desiderate, si dovrà attendere l’avvento dei personal computer e, soprattutto delle reti telematiche che daranno il via a quella che sarà la formazione a distanza di terza generazione.
Siamo arrivati agli anni ’80 e in una prima fase i corsi sviluppati su floppy disk e, poi, su CD-Rom restano ancora dei corsi di autoapprendimento: l’utente, pur sfruttando i contenuti multimediali e interattivi tipici dei supporti digitali, resta ancora isolato nel suo percorso di formazione, non ha la possibilità di interagire o confrontarsi con gli altri utenti.
Saranno, allora, le reti telematiche (Internet fra tutte) a permettere il passaggio dalla società dell’informazione alla società della conoscenza, dove tutti, anche gli studenti, possono partecipare alla costruzione del sapere: un sapere che invecchia velocemente e che ha sempre più bisogno di essere erogato “just in time”, ovvero capace di arrivare ovunque nel modo giusto e al momento giusto. Si parla, così, di formazione on-line (FOL) come ulteriore e ultima evoluzione della FAD di terza generazione in cui è forte e determinante il contributo dell’interazione collettiva.
E tanti sono, nel mondo, i programmi di formazione on-line attivati sia in ambito privato che pubblico: purtroppo in Italia ed ancora di più in Sicilia dobbiamo constatare un certo ritardo rispetto ad altri Paesi o regioni.
📺Guarda il video “Evoluzione della formazione a distanza (FAD): un po’ di storia” (Disponibile anche su Spotify)
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© Salvo Rosta
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