Ci sono luoghi che continuano a parlare anche quando sono immersi nel silenzio.
Il Teatro Antico di Taormina è uno di questi.
La scena è vuota, il sipario non c’è. Eppure, è impossibile guardarlo senza immaginare voci, dialoghi, emozioni, applausi.
È il potere della comunicazione che lascia tracce.
Perché comunicare significa creare un’esperienza che continui a vivere anche quando le parole sono finite.
È quello che accade con una buona lezione, una conferenza ben costruita, un articolo capace di far nascere una domanda, una conversazione che cambia il nostro modo di vedere le cose.
Forse è proprio questa la sfida: lasciare spazio alla riflessione.
Spesso non ricordiamo ogni parola di un discorso, ma ricordiamo ciò che quel discorso ha acceso dentro di noi.
E, guardando questo teatro, viene spontaneo pensare che le pietre conservino la memoria delle storie che hanno ospitato.
La buona comunicazione, in fondo, fa qualcosa di molto simile: lascia un’eco che dura ben oltre il momento in cui viene pronunciata.
Buon sabato!
Foto: Teatro Antico di Taormina (Etna sullo sfondo)
© Salvo Rosta
