Un bambino con una macchina fotografica.
Un obiettivo puntato verso il teatro della sua città.
Un edificio che per molti adulti è diventato, forse, parte del paesaggio: tanto invisibile quanto più familiare.
Eppure, attraverso gli occhi di quel bambino, quel luogo torna a essere una scoperta.
Il bambino della foto compie un gesto semplice ma potente: sta scegliendo cosa merita attenzione.
Per lui quel luogo, in quell’istante, ha qualcosa da dire.
La comunicazione, spesso, dovrebbe nascere proprio così: da uno sguardo nuovo.
Prima di raccontare, spiegare, convincere, bisognerebbe osservare (e farlo bene).
Così, un messaggio si arricchisce di dettagli, prospettive e significati che altri, magari, non vedono più.
Ogni giorno siamo “tempestati” da informazioni e immagini e la differenza non la facciamo se parliamo di più, ma se riusciamo a suscitare interesse ed emozioni.
Forse è questo il centro della nostra riflessione: mantenere viva la curiosità e continuare a osservare il mondo con la consapevolezza di non aver già visto tutto.
Perché una storia può iniziare da uno sguardo e una buona comunicazione può nascere anche dalla capacità di guardare ancora una volta.
Buon sabato!
Foto: Teatro Politeama Garibaldi, Palermo
© Salvo Rosta
