Pochi giorni fa, in un parco, mi sono fermato a guardare alcune persone che lo attraversavano.
Alcune correvano e si allenavano, altre passeggiavano per rilassarsi, altre ancora si fermavano per prendersi una pausa o osservare.
Lo stesso luogo vissuto in modi diversi, perché diverse erano le persone e le loro motivazioni.
Anche nella comunicazione accade qualcosa di simile.
Quando raccontiamo qualcosa, anche quando facciamo divulgazione, le persone possono arrivare da “strade” diverse e con motivazioni diverse.
Alcune incontrano un argomento per la prima volta, altre magari lo conoscono già.
Alcune cercano risposte rapide, altre, invece, approfondimenti.
Per questo, comunicare dovrebbe significare creare un percorso accessibile che possa essere seguito da persone diverse, a “velocità” diverse.
Senza rinunciare alla profondità e, soprattutto, senza trasformare la complessità in una barriera.
Così, un messaggio dovrebbe essere accurato ma anche chiaro e capace di essere compreso.
Un buon comunicatore, forse, potrebbe assomigliare di più a un progettista di parchi piuttosto che a un organizzatore di gare.
Potrebbe creare le condizioni affinché ciascuno possa trovare il proprio ritmo e soddisfare le proprie esigenze.
E, forse, la vera efficacia di un messaggio non si misura da quanto sia “veloce” chi lo pronuncia, ma da quante persone riesce a portare con sé lungo il cammino.
Buon sabato!
Foto: Giardino Vincenzo Florio, Parco della Favorita, Palermo
© Salvo Rosta
