“Costruire un ponte di parole” (GUARDA IL VIDEO)
Su Spotify con Alba e Icaro (ASCOLTA L’EPISODIO) – (Disponibile anche su Youtube)
Preparare un intervento come relatore a un evento non è un’attività da improvvisare.
Ocorre scardinare l’idea che improvvisare sia sempre sinonimo di spontaneità e autenticità e, pertanto, di verità. Esiste un’idea pericolosa secondo cui un comunicatore efficace debba affidarsi esclusivamente a un talento naturale lasciando che l’ispirazione del momento guidi le sue parole.
La mancanza di preparazione non è autenticità, è solo approssimazione.
La comunicazione di successo è una competenza tecnica rigorosa che richiede cura e strategia. Il passaggio dall’improvvisazione alla progettazione può trasformare un discorso in un’esperienza memorabile, capace di generare un impatto reale su chi ascolta.
Spesso si teme che utilizzare tecniche oratorie significhi manipolare o falsificare il messaggio. In realtà, le abilità comunicative non sono sinonimo di inganno ma strumenti necessari affinché un messaggio possa essere accolto.
La scienza e i dati non parlano da soli: hanno bisogno di interpreti che sappiano costruire, innanzitutto, una relazione con il pubblico.
Il processo è quello del “dono e controdono“: qualcuno (un oratore ad esempio) offre valore e il pubblico restituisce attenzione e credibilità.
Di seguito un accenno ad alcuni modelli e strumenti (che invitiamo ad approfondire) utili per strutturare un intervento per un evento.
Prima di scrivere una sola parola dobbiamo rispondere al modello delle 5 W: Who (chi è il pubblico?), What (quali sono le informazioni che si vogliono trasferire?), Where (dove si parlerà?), When quando si parlerà e per quanto tempo?) e Why (qual è lo scopo dell’intervento?).
Una volta definita la base, la costruzione del discorso deve seguire una logica narrativa precisa che fonde la Piramide rovesciata (che prevede il seguente ordine di presentazione degli argomenti: informazioni principali, altre informazioni, dettagli) con la Piramide di Freytag (che prevede la seguente struttura narrativa: esposizione, azione crescente, climax, azione calante, risoluzione).
Il Modello 4Mat è lo strumento che permette un po’ questa sintesi, garantendo che ogni tipologia di ascoltatore resti agganciata al messaggio:
- Perché? (Motivazioni): fornite subito il motivo per cui vale la pena ascoltarvi.
- Cosa? (Fatti): presentate i dati e le argomentazioni centrali, completando il quadro informativo principale.
- Come? (Sperimentazione): trasformate la teoria in pratica, spiegando come utilizzare le informazioni fornite.
- E se? (Utilizzi futuri): proiettate il pubblico verso il futuro, descrivendo i benefici e i vantaggi che deriveranno dall’applicazione delle vostre parole.
Se non dobbiamo intervenire in un simposio la leggerezza di un messaggio può fare la differenza: perché “meno” è realmente “meglio”.
Prendendo in prestito alcuni concetti da “le Lezioni Americane” di Italo Calvino, ogni relatore d’eccellenza deve mirare a quattro pilastri: leggerezza, rapidità, esattezza e visibilità.
Usate, poi, frasi brevi, pochi incisi e preferite sempre la forma attiva e affermativa.
I primi 10 secondi del nostro intervento ne decidono, inoltre, l’esito.
Concludiamo con alcuni consigli pratici.
- Non imparate a memoria: memorizzare uccide la naturalezza e aumenta il rischio di blackout. Diventate competenti nel merito e mantenete il focus sul pubblico.
- Gestite l’ansia con la preparazione: arrivate in anticipo, testate personalmente l’attrezzatura tecnologica e familiarizzate con lo spazio.
- Scegliete l’assertività: un comportamento assertivo descrive fatti attenendosi a dati obiettivi, argomenta in modo esplicito, con calma, con fermezza, lasciando aperte alternative o possibilità future, assumendosi la responsabilità dei suoi atti.
- Fate attenzione al contatto visivo, alle espressioni del volto, alla Cinesica, alla Prossemica.
- Fate attenzione ai sentimenti e alle emozioni del pubblico (soprattutto alla capacità di sollecitare entrambi i fattori, senza dimenticare però che un evento scientifico non deve essere inteso come un prodotto ma come un processo che ha lo scopo di riscuotere credibilità emozionando).
Parlare in pubblico non è, quindi, un semplice esercizio di stile ma un atto di profonda responsabilità verso chi vi dedica il proprio tempo: ogni dettaglio è un tassello che costruisce la vostra autorevolezza e la fiducia del vostro uditorio.
E, la prossima volta che sarete chiamati a parlare in pubblico, sarete pronti a scartare il vostro “dono”, il vostro messaggio, insieme al vostro pubblico?
INFOGRAFICA

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LA RICETTA DEL VIDEO: prendete un po’ di testi elaborati nel corso di lauree, master e corsi di formazione frequentati; aggiungete una buona dose di passione per la Comunicazione e per la divulgazione, una sana voglia di condividere quanto appreso studiando o lavorando; trovate un po’ di tempo libero; infine, mescolate il tutto e concludete con una spolverata di interesse per le nuove tecnologie e di voglia di sperimentare nuove metodologie e nuovi software.
ATTENZIONE
Il video non contiene zucchero ed è privo di grassi ma potrebbe contenere tracce di refusi o errori di pronuncia frutto delle elaborazioni dei software utilizzati (ad esempio NotebookLM).
Nelle prossime settimane in arrivo altre ricette…Ops, scusate! Altri contenuti!
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© Salvo Rosta
