Lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie, in particolar modo di quelle applicate alla comunicazione e alla formazione, hanno avuto un ruolo importante nei cambiamenti sociali, culturali ed economici che hanno caratterizzato il mondo intero a partire dagli anni ‘80.
L’innovazione tecnologica, però, è stata accompagnata, negli ultimi anni, da una crisi economica globale che ha generato, o meglio lo sta facendo ancora, pesanti effetti sull’occupazione e sul capitale umano di ogni paese.
In Italia la crisi si affianca a una scarsa diffusione della formazione continua dei lavoratori. Aspetto, quest’ultimo, che renderebbe urgenti e auspicabili gli interventi volti a fare della formazione, in particolar modo di quella professionale, uno strumento di politica economica teso a favorire l’acquisizione di tutte quelle competenze e conoscenze che facilitano i processi di apprendimento di un lavoratore lungo tutto il corso della vita, rendendo, altresì, più agevole il suo eventuale reinserimento nel mondo del lavoro.
Nascono, infatti, accanto alle tradizionali figure professionali, nuovi mestieri e tutti (disoccupati, giovani in cerca di prima occupazione ma anche occupati, dipendenti pubblici compresi) dovrebbero avvertire la necessità di un continuo aggiornamento professionale.
Non dobbiamo, poi, sottovalutare il fatto che, se usate bene, le nuove tecnologie possono coinvolgere sempre di più le categorie più deboli, primi fra tutti i disabili.
Vogliamo proporre l’e-learning come nuova frontiera della formazione ma non vogliamo parlare di fantascienza: siamo ben consapevoli che la formazione a distanza non può sostituire sempre e in ogni caso la formazione tradizionale, quella in aula.
Crediamo, comunque, che la formazione a distanza debba essere incentivata, soprattutto in quei casi in cui il suo impiego rappresenta un’occasione di contenimento della spesa pubblica e un valido aiuto al “soggetto che impara”.
Oggi deve essere sempre più lo studente a scegliere il percorso didattico più adatto alle sue esigenze, senza vincoli di spazio e di tempo: l’apprendimento del singolo in rete diviene frutto di un processo collettivo in cui la comunicazione non è più articolata secondo un modello “uno a molti” ma bensì “molti a molti”.
Le nuove comunità virtuali di apprendimento ricevono, infatti, un grande supporto dalle nuove applicazioni per la comunicazione in rete, sempre più facili da usare anche dagli utenti meno esperti: stiamo parlando del mondo delle chat, dei forum, dei blog, dell’utilizzo dei social network, come ad esempio Facebook, e dell’utilizzo di piattaforme come Youtube.
Chiunque, a questo punto, qualsiasi individuo interessato a costruirsi il suo percorso formativo, potrebbe, seguire un corso o parte di esso senza limiti di spazio e di tempo, tramite appunto una piattaforma di e-learning.
L’attività principale della formazione on line sarà, allora, “apprendere” e non “insegnare”: un apprendimento continuo che permetterà di “lavorare” e che dovrà rinnovarsi ogni qualvolta l’individuo si accorgerà che il suo sapere è diventato obsoleto.
© Salvo Rosta
N.B.: i contenuti di questo post sono stati elaborati nel 2010. Si suggerisce, pertanto, di verificare eventuali aggiornamenti relativi a leggi, norme e/o note tecniche citate.
