Una pausa, una boccata d’aria, uno sguardo al paesaggio, la ricerca di un’ispirazione, una gru, una foto e alcune riflessioni.
Quando osserviamo una gru, forse, ci concentriamo sulla sua imponenza. Eppure il suo valore non sta nell’essere vista, ma in ciò che fa: rendere possibile la costruzione di qualcosa di grande.
Un po’ come la comunicazione.
Spesso, associamo una comunicazione efficace alla visibilità.
Così, vogliamo raggiungere tante persone e ottenere attenzione.
La vera domanda, però, è un’altra.
Cosa stiamo costruendo?
Una gru solleva materiali pesanti e li porta con precisione nel punto giusto; non accumula mattoni a caso e ogni movimento fa parte di un progetto.
Anche la comunicazione dovrebbe funzionare così.
Non solo informazioni da riversare (a caso) sulle persone, ma conoscenza da trasferire in modo che possa trovare il posto giusto nella mente di chi ascolta.
Ogni dato, ogni esempio, ogni storia, ogni informazione dovrebbe contribuire a una “costruzione” più grande favorendo comprensione, consapevolezza e capacità di agire.
C’è, poi, un altro aspetto interessante.
Quando un edificio è terminato la gru viene smontata e scompare.
Così, l’attenzione si sposta sull’opera realizzata.
Forse, anche questa osservazione, può essere una una buona lezione per chi comunica.
L’obiettivo non dovrebbe essere, infatti, mettere al centro il comunicatore, ma permettere alle idee di diventare solide, autonome e utili per gli altri.
La buona comunicazione, come una gru in un cantiere, non dovrebbe servire a farsi ammirare ma a costruire qualcosa che resti in piedi anche quando non siamo più lì a spiegarlo.
Buon sabato!
Foto: gru, Palermo
© Salvo Rosta
