Oggi, dopo aver camminato tanto, ho avvertito l’esigenza di rallentare e di fermarmi un attimo.
Così, è iniziata la ricerca di un posto dove sedermi.
Ecco una panchina, ma anche, puntuale, la nostra foto del sabato con la sua riflessione.
E, cosa può raccontarci una panchina vuota?
Un’assenza o una possibilità?
In un mondo che misura tutto in velocità, produttività e presenza costante, una panchina ci ricorda che fermarsi non è tempo perso.
È il tempo in cui possiamo sicuramente riposarci ma anche osservare e riordinare i pensieri.
Così, rifletto sul fatto che anche nella comunicazione esiste il valore della pausa.
Non è obbligatorio avere sempre qualcosa da pubblicare o da spiegare: il silenzio, quando è una scelta e non una rinuncia, può essere uno spazio fertile.
È lì che le idee maturano e la fretta lascia il posto alla chiarezza.
Chi divulga spesso sente la responsabilità di essere presente, alimentando continuamente il dialogo. La qualità della comunicazione, tuttavia, non si misura dalla quantità dei contenuti ma dalla capacità di dire qualcosa che meriti davvero di essere ascoltato.
Allora, forse, dovremmo imparare a considerare le pause come parte del messaggio.
E, come una panchina vuota in un parco, una pausa può configurarsi come un invito a rallentare per ripartire con uno sguardo diverso.
L’estate, con il suo caldo e i suoi ritmi, ci ricorda che anche la natura alterna slancio e riposo. Non tutto deve accadere sempre e non tutto deve essere continuo.
Per questo, nelle prossime settimane, anche questa rubrica e i miei post seguiranno il passo dell’estate. Ci saranno probabilmente meno appuntamenti, ma più spazio per osservare, leggere e ascoltare.
Perché, a volte, il contributo migliore che possiamo offrire alla nostra comunicazione è concederle il tempo di rigenerarsi.
Ci ritroveremo, pertanto, qui con qualche foto in meno, ma con qualche riflessione in più e, soprattutto, vera e sincera.
Buon sabato!
E buona estate!
Foto: Villa Niscemi, Palermo
© Salvo Rosta
