Mi capita spesso di osservare un albero.
Grande, forte, con una chioma che si fa notare.
Non sembra “nel posto giusto”: nessuna vera aiuola e poco terreno visibile.
Eppure è lì.
Così, mi sono ritrovato a pensare a quanto questa immagine assomigli alla comunicazione.
Spesso ci concentriamo su quello che si vede: i contenuti, la presenza, i numeri, insomma, la “chioma”.
Più raramente ci fermiamo a riflettere su quello che non si vede, le “radici”: valori, identità, relazioni, coerenza.
Ed è qui che si gioca la partita.
Non sempre, infatti, abbiamo il contesto ideale, lo spazio e il tempo che vorremmo, le condizioni perfette per “crescere bene”, per comunicare bene.
Ma, alla fine, non è il contesto a tenerci in piedi. Sono le radici.
Perché senza radici solide, la comunicazione diventa fragile.
Con radici forti, invece, si può crescere anche in spazi imperfetti. Anche quando le condizioni non sono ideali.
E, forse, alla fine, la domanda giusta è se stiamo costruendo qualcosa che possa reggere; se ci stiamo concentrando di più sulla chioma o sulle radici.
Buon sabato!
Foto: albero, Porta Nuova, Palermo
© Salvo Rosta
