{"id":205,"date":"2018-01-23T23:39:55","date_gmt":"2018-01-23T22:39:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.srwebstudio.net\/blog-wp0\/?p=205"},"modified":"2026-01-07T19:24:55","modified_gmt":"2026-01-07T18:24:55","slug":"cittadinanza-digitale-nuovi-diritti-e-nuovi-doveri-nuove-opportunita-o-nuove-discriminazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.srwebstudio.net\/blog-wp0\/cittadinanza-digitale-nuovi-diritti-e-nuovi-doveri-nuove-opportunita-o-nuove-discriminazioni\/","title":{"rendered":"Cittadinanza digitale, nuovi diritti e nuovi doveri: nuove opportunit\u00e0 o nuove discriminazioni?"},"content":{"rendered":"<p>Digitale terrestre, macchine fotografiche digitali, orologi digitali, biblioteche digitali, <em>email<\/em>, <em>ebook<\/em>, <em>elearning<\/em>, <em>ecommerce<\/em>, <em>iPod<\/em>, <em>iPhone<\/em>, <em>iPad<\/em>. Ecco, questi sono solo alcuni termini con i quali dobbiamo fare i conti, ogni giorno, ogni volta che discutiamo con un amico, ogni volta che guardiamo la tv o ascoltiamo la radio. Ogni prodotto, ogni nome, ogni attivit\u00e0 sembra migliore, pi\u00f9 \u201cnobile\u201d, pi\u00f9 importante se aggiungiamo una \u201ce\u201d, una \u201ci\u201d o la parolina \u201cdigitale\u201d e chiss\u00e0 cosa altro in futuro.<\/p>\n<p>\u00c8 vero, <strong>viviamo nell\u2019era digitale<\/strong>, nell\u2019era di Internet, nell\u2019era dei <em>computer<\/em>, dei <em>tablet<\/em>, degli <em>smartphone<\/em>, nell\u2019era dell\u2019elettronica e, quindi, perch\u00e9 stupirsi se <strong>molti oggetti cambiano forma, nome, modo di utilizzo<\/strong>?<\/p>\n<p>Non \u00e8 cambiato nulla. Funziona tutto come sempre: un manuale delle istruzioni, un amico, il rivenditore, insomma c\u2019\u00e8 sempre qualcuno pronto a spiegarci come funzionano le cose, le novit\u00e0.<br \/>\nMa \u00e8 veramente cos\u00ec? Cos\u00ec semplice? Ma, soprattutto, \u00e8 cos\u00ec per tutti? E, ancora, \u00e8 cos\u00ec quando il nostro interlocutore non \u00e8 un amico, un parente o un negoziante ma, bens\u00ec, una Pubblica Amministrazione?<br \/>\nSi avete capito bene: una Pubblica Amministrazione.<\/p>\n<p>Beh, di sicuro non ci rivolgiamo a un ufficio pubblico per acquistare un televisore o un cellulare di ultima generazione ma, magari, abbiamo bisogno di informazioni per richiedere un documento, un servizio, per avviare un\u2019attivit\u00e0, per esercitare, insomma, uno dei tanti diritti previsti dalle leggi, prima fra tutte la Costituzione italiana, o anche per adempiere un dovere. Sembra, allora, utile parlare di quella che oggi viene definita Amministrazione digitale, Amministrazione 2.0, parlare di <em>eGovernment<\/em>.<\/p>\n<p>Oggi, infatti, con lo sviluppo e l\u2019utilizzo della rete, <strong>molti servizi pubblici<\/strong>, molti documenti che ci riguardano, <strong>sono accessibili anche<\/strong> (o spesso solamente) <strong>attraverso il web<\/strong>, attraverso un sito internet, in modo digitale.<br \/>\nE se nell\u2019ambito informatico si parla del processo di digitalizzazione, ovvero della possibilit\u00e0 di convertire un segnale analogico in uno digitale, sapendo che il segnale digitalizzato perde sempre qualcosa rispetto all\u2019originale analogico e non sar\u00e0 mai identico a quest\u2019ultimo (basti pensare ai brani musicali e alle fotografie nei loro formati digitali compressi); negli ambiti giuridico, sociale ed economico con il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione non si perde nulla, anzi <strong>i diritti e i doveri dei cittadini, attraverso l\u2019evoluzione tecnologica, si arricchiscono, si evolvono<\/strong> attraverso un processo di riconfigurazione che prende il nome di \u201cCittadinanza digitale\u201d. E la \u201c<strong>Cittadinanza digitale<\/strong>\u201d non \u00e8 altro che la stessa cittadinanza tradizionale che si \u00e8 evoluta, si \u00e8 estesa sino a comprendere <strong>nuove forme di interazione, di vita sociale e politica<\/strong>: il digitale non limita, infatti, i diritti di partecipazione, di informazione e di comunicazione dei cittadini ma ne permette un pieno esercizio.<\/p>\n<p>Pensate a quanto sarebbe \u201cbello\u201d evitare lunghe attese e file interminabili; a quanto sarebbe \u201cbello\u201d non essere costretti a un continuo \u201cvai e vieni\u201d da un ufficio pubblico a un altro; a quanto sarebbe \u201cbello\u201d avviare un\u2019attivit\u00e0 o una libera professione nel pi\u00f9 breve tempo possibile (incoraggiando quanti, giovani e non, volessero sfidare l\u2019attuale crisi); a quanto sarebbe \u201cbello\u201d poter segnalare un disservizio, un problema, e vederlo risolto in pochissimo tempo (da una strada buia o dissestata a un problema di salute); a quanto sarebbe \u201cbello\u201d poter partecipare (anche dopo aver eletto i nostri rappresentanti) alle decisioni politiche e amministrative che riguardano la nostra comunit\u00e0; insomma, pensate a quanto sarebbe \u201cbello\u201d gestire tutto da casa, in montagna o al mare, attraverso il proprio computer e, soprattutto,<strong> pensate a quanto sarebbe \u201cbello\u201d se tutto questo fosse vero<\/strong>, se fosse possibile, possibile a tutti: a Venezia come a Palermo; al giovane come all\u2019anziano; al cittadino italiano come allo straniero; all\u2019utente esperto di informatica come all\u2019utente comune; a chi gode di ottima salute come a chi, purtroppo, \u00e8 affetto da una malattia o da una qualsiasi forma di disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Nella odierna \u201csociet\u00e0 dell\u2019informazione e della conoscenza\u201d il tema della \u201cCittadinanza digitale\u201d \u00e8 pi\u00f9 attuale che mai ed \u00e8 di primaria importanza. Se gi\u00e0 da qualche anno dobbiamo confrontarci sempre pi\u00f9 con <em>email<\/em>, indirizzi <em>web<\/em>, prenotazioni e pagamenti <em>on line<\/em>, caselle di posta elettronica certificata, firme digitali, documenti informatici e altro ancora, <strong>dobbiamo per forza di cose \u201cessere digitali\u201d<\/strong> senza dimenticare, per\u00f2, che i livelli della qualit\u00e0, dell\u2019accessibilit\u00e0, della tempestivit\u00e0 e, quindi, della fruibilit\u00e0 dei servizi pubblici dipendono dalla <strong>condizione tecnologica<\/strong> di un dato territorio e dalle <strong>competenze informatiche<\/strong> (digitali) necessarie ai cittadini come ai pubblici dipendenti.<\/p>\n<p><strong>Nuovi diritti<\/strong> ma anche <strong>nuovi doveri<\/strong>, per i cittadini e per le istituzioni, si propongono, cos\u00ec, <strong>come un\u2019opportunit\u00e0<\/strong> per un ulteriore <strong>slancio democratico<\/strong> e non come un dato di fatto, un risultato sicuro, alimentato dall\u2019ottimismo che da sempre accompagna le nuove tecnologie. Un\u2019opportunit\u00e0 storica che se non sar\u00e0 colta da tutti, se non far\u00e0 i conti con le tematiche connesse al digital divide (geografico, sociale, generazionale) sar\u00e0 causa di <strong>ulteriori discriminazioni<\/strong> e disparit\u00e0 di trattamento dei cittadini.<\/p>\n<p>Non baster\u00e0, dunque, alla Pubblica Amministrazione adottare le ultime tecnologie disponibili perch\u00e9 si possa parlare di innovazione, di partecipazione e di democrazia. <strong>L\u2019innovazione, quella vera, non si introduce, infatti, per legge o con sanzioni<\/strong> ma deve fare i conti con la realt\u00e0 organizzativa, fatta di \u201cmacchine\u201d (<em>computer<\/em>) e di uomini, di responsabilit\u00e0 dei processi e di soddisfazione degli utenti.<\/p>\n<p><strong>Va abbandonato ogni determinismo giuridico e tecnologico<\/strong>. Un giurista non potr\u00e0 pensare che un nuovo servizio digitale possa essere adottato dai cittadini solo perch\u00e9 lo prescrive una legge o siano previste delle sanzioni e un ingegnere non potr\u00e0 limitarsi ad affermare che con le nuove tecnologie \u201ctutto \u00e8 possibile\u201d senza considerare le risorse economiche e umane di una Pubblica Amministrazione.<\/p>\n<p>Se nessuno spiegher\u00e0 al cittadino a cosa serve, come funziona e perch\u00e9 conviene adottare un nuovo servizio digitale, se nessuno supporter\u00e0 i dipendenti pubblici con la dovuta formazione (a es. in informatica e in comunicazione pubblica) ecco, in questo caso, avremo perso quella che abbiamo gi\u00e0 definito un\u2019opportunit\u00e0 storica, un\u2019altra occasione per essere veramente pi\u00f9 democratici.<\/p>\n<p>A mio avviso, per gestire l\u2019attuale crisi (economica ma anche sociale), per garantire servizi che possano <strong>migliorare la qualit\u00e0 della vita dei cittadini<\/strong> e per fare in modo che tali servizi possano essere sfruttati al meglio e apprezzati \u00e8 necessario che tutti (le Istituzioni ma anche gli utenti) investano in <strong>conoscenza<\/strong> e <strong>formazione<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00a9 Salvo Rosta<\/p>\n<p><strong>N.B.:<\/strong> i contenuti di questo post sono stati elaborati nel 2012. Si suggerisce, pertanto, di verificare eventuali aggiornamenti relativi a leggi, norme e\/o note tecniche citate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Digitale terrestre, macchine fotografiche digitali, orologi digitali, biblioteche digitali, email, ebook, elearning, ecommerce, iPod, iPhone, iPad. Ecco, questi sono solo alcuni termini con i quali dobbiamo fare i conti, ogni giorno, ogni volta che discutiamo con un amico, ogni volta che guardiamo la tv o ascoltiamo la radio. 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